Cambiale

Dopo un lungo periodo di flessione, l’utilizzo della cambiale è tornato piuttosto comune. Questo particolare metodo di pagamento, risulta un’alternativa piuttosto diffusa a contanti e assegni.

Cambiale

Nello specifico, le sue caratteristiche la rendono adatta per l’utilizzo da parte di debitori che hanno intenzione di acquistare dei beni. Ma cos’è realmente una cambiale?

Stiamo parlando di un titolo di credito che certifica la promessa di pagare (o di far pagare) una certa somma di denaro. Questo documento, inoltre, presenta una specifica scadenza entro la quale la stessa va saldata.

Nel caso la cambiale non venga saldata, al termine della stessa, il debitore è considerato insolvente e il possessore della stessa può rifarsi sullo stesso a termini di legge.

Cosa succede se la cambiale non viene pagata?

Quando una cambiale non viene pagata, si avvia la procedura di protesto.

In questo caso, la relativa documentazione, viene trasmessa al Presidente della Camera di Commercio che ha competenza nella specifica area territoriale. A questa fa seguito, nei dieci giorni successivi, della pubblicazione dei documenti nell’Elenco Ufficiale dei Protesti.

A questo punto, il debitore può intervenire cercando di limitare i danni. Ciò comporta, oltre al saldo della cambiale, una mora sulla cifra pattuita e l’assumersi di tutte le spese relative al protesto.

Cambiale pagherò, tratta e ipotecaria

Va specificato come in realtà esistono due tipologie di cambiali distinte.

Quando si parla di cambiale pagherò infatti, il debitore promette di pagare in futuro una somma di denaro a un altro soggetto. Nel secondo caso invece, tra le due figure se ne frappone una terza. Di fatto, con la cambiale tratta, un soggetto invita un secondo soggetto (detto trattario) a pagare una determinata somma in favore di un ultimo beneficiario.

Il realtà poi, esiste un’altra alternativa poco utilizzata a causa dei costi elevati, ovvero la cambiale ipotecaria. Si tratta di un documento che garantisce l’ipoteca di un immobile. In questo modo, il debitore può (attraverso atto notarile) utilizzare l’ipoteca come garanzia per il saldo del debito.

Il tutto avviene senza iscrizione ai registri mobiliari anche se, necessita di un apposito atto notarile. Proprio questo, come già accennato, rende questo tipo di cambiale molto costosa. A questa spesa infatti, va poi aggiunta l’imposta di bollo e la tassa di trascrizione.

A prescindere dalla tipologia specifica di cambiale, questa è sempre e comunque sottoposta all’imposta di bollo, come affermato dalla legge italiana. In tal senso, si parla di una tassa che ammonta all’11 per mille in caso di pagherò e del 12 per mille per la tratta.

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