Introduzione
Gli alimenti non pagati sono l’omesso versamento dell’assegno di mantenimento dovuto a seguito di separazione o divorzio. Riconoscere subito il mancato pagamento, valutare le strade civili e penali e agire con tempestività sono passi fondamentali per ottenere quanto ti spetta.
Attenzione: il termine “alimenti non pagati” riguarda l’assegno di mantenimento e non il furto di generi alimentari. Quest’ultimo è disciplinato dalle sanzioni per furto di cibo previste dal codice penale sul taccheggio alimentare. Per la prevenzione dei furti in supermercato si adottano misure di sicurezza, telecamere e personale dedicato. I casi giurisprudenziali furto alimentare appartengono a procedure diverse.
Cosa sono gli alimenti e chi deve pagarli
L’assegno di mantenimento copre vitto, alloggio, istruzione e cure mediche. È in genere a carico del genitore non collocatario verso i figli minori, ma può riguardare anche il coniuge separato o chi versi in stato di bisogno. I criteri principali per calcolare l’importo sono:
- reddito del debitore;
- esigenze concrete del beneficiario;
- equilibrio economico tra le parti.
Come recuperare gli arretrati degli assegni di mantenimento
- Diffida formale: invio di lettera raccomandata A/R o PEC con termine (15–30 giorni) per il pagamento.
- Azione esecutiva: pignoramento presso terzi basato sul titolo esecutivo (sentenza di separazione/divorzio).
- Denuncia penale: mancato versamento ex art. 570-bis c.p., avviando il procedimento penale.
Azione esecutiva e pignoramento
Per ottenere gli arretrati con pignoramento, devi rivolgere al giudice dell’esecuzione:
- copia autentica del titolo esecutivo;
- indicazione di stipendio, conto corrente o beni mobili/immobili;
- eventuale istanza di anticipazione di tre mensilità.
Il terzo pignorato (datore di lavoro o banca) versa direttamente al beneficiario quanto dovuto.
Denuncia penale per mancato mantenimento (art. 570-bis c.p.)
Il reato punisce chi, volontariamente, omette di erogare gli alimenti a persona incapace di provvedere al sostentamento. Le pene variano da 6 mesi a 3 anni di reclusione o multa da 2.065 € a 8.264 €. Elementi chiave:
- titolo esecutivo o provvedimento di separazione/divorzio;
- consapevolezza dell’inadempimento;
- valutazione del danno subito dal beneficiario.
Altri soggetti obbligati e contributi di terzi
Di norma zii o nonni non sono obbligati a integrare l’assegno. Solo in casi eccezionali, su valutazione del giudice, possono essere chiamati a contribuire se il minore versa in grave difficoltà.
Diffida per mancato pagamento: fac-simile e tempistiche
La diffida è l’ultimo richiamo prima del giudice. Un modello base include:
- data, dati delle parti e riferimento al provvedimento;
- elenco degli arretrati e termine per il pagamento (15–30 giorni);
- avvertimento di azioni giudiziarie in caso di inadempimento.
Spediscila via raccomandata A/R o PEC per avere prova dell’intimazione bonaria.
Come fare denuncia per mancato mantenimento
Puoi depositare la denuncia in Procura o tramite avvocato. Allegati consigliati:
- copia del provvedimento giudiziale;
- estratti conto o altri documenti che attestino l’assenza dei pagamenti;
- comunicazioni già inviate (diffida).
Il pubblico ministero deciderà sull’apertura dell’indagine; parallelamente potrai procedere con l’esecuzione forzata per il recupero della somma.
Importo indicativo con uno stipendio di 1.200 €
Non esiste una percentuale fissa per legge. In genere si oscilla tra il 15% e il 25% del reddito netto per figlio. Con 1.200 € mensili l’assegno può attestarsi tra 200 € e 300 €, valutando affitto, spese familiari e modalità di visita.
Recupero degli arretrati senza giudice: contatto diretto con il datore di lavoro
Se l’ordinanza prevede il recupero dallo stipendio, invia al datore di lavoro:
- copia della sentenza o decreto ingiuntivo;
- determinazione di importo mensile e arretrati;
- termine per l’adempimento.
In caso di rifiuto del datore, resta aperta l’esecuzione forzata in tribunale.
Casi giurisprudenziali più significativi
- Esclusione del reato se l’inadempimento deriva da perdita improvvisa del lavoro.
- Cumulabilità di sanzione penale e recupero civile.
- Potere valutativo del giudice nel compensare assegni pregressi.
Consigli pratici
- Raccogli accuratamente documenti: sentenze, estratti conto, raccomandate.
- Invia subito la diffida prima di ricorrere al giudice.
- Affidati a un avvocato per l’istanza di pignoramento.
- Non trascurare la denuncia penale: rafforza la posizione negoziale.
- Se la controparte è in difficoltà economica, valuta la revisione dell’assegno.
Con chiarezza, precisione e l’aiuto di un professionista potrai far valere i tuoi diritti e ottenere il sostegno economico che ti spetta.
