Quali sono i rischi che si corrono nel caso di debiti con compagnie telefoniche (TIM, Wind, 3, Vodafone)?

Nel corso del 2019 è stata introdotta una nuova regolamentazione in tal senso che prevede l’introduzione del Simoitel (Sistema Informativo sulle Morosità Internazionali Riservato al Settore Telefonico).

Si tratta di una particolare soluzione che permette ai vari gestori di verificare se un proprio cliente è un cattivo pagatore attraverso il CRIF. Il registro dei cattivi pagatori riservato a questo settore vede l’inserimento di un soggetto per qualunque tipo di mancato pagamento legato all’ambito telefonico.

In questo modo, le aziende che controllano la telefonia, possono arrivare in alcuni casi a rifiutare la sottoscrizione di un abbonamento telefonico da parte di un soggetto con precedenti poco limpidi.

Non solo: attraverso l’introduzione di questa norma è possibile perseguire in maniera decisamente più decisa chi contrae debiti con gli operatori.

Debiti con le compagnie telefoniche: ecco cosa si rischia

Le motivazioni per cui è possibile entrare nel Simoitel sono molteplici e prevedono, per esempio eventuali rate non pagate legate all’acquisto di uno smartphone, penali e la più classica bolletta mensile legata alla linea fissa.

L’iscrizione al registro avviene nel caso il debito con l’operatore ammonti almeno a 150 euro. Va comunque ricordato che l’inserimento in lista nera non sarà automatica. Il soggetto infatti, riceve una comunicazione attraverso la quale avrà a disposizione altri 30 giorni per saldare ogni tipo di debito ed evitare l’entrata in Simoitel.

Il rapporto tra operatori telefonici e cattivi pagatori

Al di là dell’iscrizione o meno nella famigerata lista nera, le compagnie telefoniche si muovono in maniera sempre e comunque decisa per ottenere il recupero del credito. In tal senso, gli stessi operatori usano inviare solleciti prima di agire con più decisione.

Nel caso l’utente non risponda a tali richieste, la compagnia interviene direttamente sul numero, limitando lo stesso al solo ricevimento delle chiamate, per poi andare a terminare totalmente il servizio erogato.

Nota bene: se il debito risulta piuttosto sostanzioso, l’operatore può ricorrere anche a servizi appositi per il recupero del credito.

La prescrizione delle bollette telefoniche

Che si tratti di debiti con Wind, Tim o qualunque altro operatore, esiste però anche in questo caso la prescrizione.

Secondo alcune sentenze, in questo preciso settore, si parla di un lasso di tempo di 5 anni. La legge infatti prevede che le prestazioni di natura periodica (dunque saldate con termine annuale o inferiore) si prescrivono in un quinquennio.

Leggi anche l’articolo specifico sulla Prescrizione dei Debiti >>