Quando si parla di debiti con le banche, si fa riferimento a un problema abbastanza comune. Dopo aver chiesto dei prestiti, molti privati o imprenditori, si ritrovano in un circolo vizioso dal quale stentano ad uscire.

Di fatto, si passa da un finanziamento a un altro, mantenendo il proprio debito con l’istituto bancario per anni. Si tratta di una condizione particolarmente spiacevole, visto che spesso il deficit tende ad aumentare e si vive con il terrore che, da un giorno all’altro, arrivi la segnalazione alla CRIF o, persino, il pignoramento dei beni e del conto corrente.

Nonostante il periodo di crisi, esistono dei modi per uscire da questo vero e proprio inferno. In questo articolo andremo ad analizzare le vie percorribili.

Debiti con le banche: come uscire dal vortice

Grazie a una legge del 2012, nota come Salva-suicidi, viene offerto un appiglio a chi si trova in questa situazione di difficoltà. Si tratta di una sorta di accordo tra debitore e creditore, che permette al primo dei due di avere maggior respiro per quanto concerne l’estinzione del debito. Il tutto, ovviamente, senza pignoramenti, espropri e drammi simili.

In questo caso, si parla di ricorrere al saldo e stralcio (e non, come alcuni pensano, di prescrizione dei debiti con le banche). Si tratta di un metodo che permette, in un momento di intensa crisi economica come l’attuale, a un soggetto di non cadere nel vortice del sovraindebitamento.

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Attraverso questa soluzione, un cittadino può fare una specifica richiesta al tribunale. Con la stessa può aderire al Piano del Consumatore, ottenendo una riduzione del debito tramite una sentenza del giudice. Il tutto, senza avere un contatto con i creditori.

Se il giudice approva l’adesione al Piano del Consumatore, il soggetto può risolvere i debiti pagando una cifra più contenuta rispetto a quella dovuta. Se è vero che per l’istituto bancario è effettivamente una parziale perdita, è anche certo che, in molti casi, va comunque a fare cassa in una situazione dove avrebbe difficilmente ottenuto qualcosa. Il tutto con tempi piuttosto ridotti e, nella maggior parte dei casi, con una relativa soddisfazione di entrambe le parti.

Come avviene questa estinzione del debito? Il saldo e stralcio viene attuato, generalmente, in una sola soluzione, a meno che di comune accordo (debitore e istituto) decidano per un pagamento rateale. In questo modo è possibile estinguere i debiti con le banche in maniera relativamente indolore.

È bene puntualizzare che il legislatore, con queste nuove norme, non ha voluto premiare i debitori e penalizzare gli Istituti, ma salvaguardare entrambi. E’ noto quante banche hanno rischiato il fallimento per avere nei loro asset crediti inesigibili.

Debiti e imprenditori

Quando si parla di debiti con istituti bancari, gli imprenditori sono solitamente i soggetti più diffusi. La pressione fiscale, abbinata alla crisi imperante, sono infatti un ostacolo che solo pochi professionisti riescono a reggere senza particolari problemi.

In questo senso, esiste una legge del 2015 che offre un salvagente non indifferente agli imprenditori. Attraverso questa soluzione, è possibile trovare un accordo con la banca o comunque con l’entità che ha erogato i prestiti. Si tratta, della possibilità di programmare una estinzione del debito decisamente più “soft”, che gravi meno sulle spalle dell’imprenditore e al contempo che permetta all’istituto di ottenere il suo denaro.

Al fine di conseguire questo vantaggio, è necessaria un’apposita relazione di un revisore contabile. Sotto questo punto, ovviamente, la banca necessita infatti di adeguate garanzie per poter offrire la possibilità della ristrutturazione del debito.

L’imprenditore può proporre un accordo con il creditore il quale ha tempo 30 giorni per accettare lo stesso oppure opporsi. Anche in questo caso, la soluzione verrà confermata attraverso un tribunale e un giudice.

Debiti e mutui

Va poi considerato il fatto che, nel contesto dei debiti bancari, si vanno a collocare anche eventuali mutui. Il peso di un mutuo infatti, può facilitare il sovraindebitamento andando a compromettere i bilanci di previsione e creando situazioni davvero difficili.

La perdita del lavoro, la necessità di interventi all’abitazione o altre problematiche simili, possono nel giro di pochi mesi mettere in ginocchio una persona o un nucleo familiare. L’accumularsi di un debito su un mutuo già presente dunque, è una possibilità tutt’altro che remota.

In determinate condizioni però, esiste anche in questo caso una speranza di salvezza. Facendo un’apposita domanda alla banca, è possibile sospendere temporaneamente (solitamente per 12 mesi) il pagamento del mutuo. Anche se in questo caso non si annullano gli interessi, è comunque un modo per alleggerire il debitore.

Debiti e famiglia

La recente crisi non ha risparmiato proprio nessuno e, molto spesso, sono intere famiglie a ritrovarsi con l’acqua alla gola. Il sovraindebitamento familiare è un fenomeno tristemente sempre più diffuso.

Grazie alle nuove norme però, adesso è possibile agglomerare i debiti compatti in uno solo tra i membri della stessa famiglia, fino al quarto grado di parentela e anche se non si è conviventi.

I vantaggi da tutto ciò sono ben evidenti. Vi è una semplificazione a livello burocratico e i debiti vengono trattati dal creditore come se fosse uno solo. Anche in questo caso, per poter ottenere la “fusione” è necessario ricorrere a un giudice (e ovviamente sperare che lo stesso dia parere positivo).

Sempre per le famiglie, invece, si parla anche di consolidamento debiti come una possibilità di estinguere più debiti con le banche (ad esempio, più prestiti) ed averne uno solo a cui far fronte, dalla rata solitamente più bassa e, dunque, più facile da pagare. Ogni banca permette di aprire un prestito per consolidamento, guarda anche quali sono le migliori banche e finanziarie per consolidamento debiti.

Debiti bancari e nullatenenti

Trattiamo infine la categoria teoricamente messa peggio di tutte. Un nullatenente che ha una qualche forma di debito rispetto alle banche infatti, ha poche possibilità di uscire da tale situazione.

Secondo la legge, un soggetto di questo tipo viene definito incapiente totale. Se questo status viene accertato e, se la persona viene considerata meritevole da un giudice, la stessa può ottenere una riduzione anche del 90% dei debiti (ovviamente una tantum).

Nel successivo quadriennio però, questo dovrà presentare una dichiarazione annuale che attesti il suo status economico. In base a questa viene determinata la percentuale di debito che lo stesso nullatenente è tenuto a estinguere.